oral kids
oral ex kids
studio dentistico per bambini milano
Dott.ssa Francesca Romana Dimaggio

Laureata in Odontoiatria e Protesi Dentaria
Specialista in Ortognatodonzia e Funzione Masticatoria
Dottore di ricerca in Scienze Morfologiche
Consulente presso il reparto di Ortodonzia Ospedale San Raffaele di Milano
Direttore Sanitario Studio Oral-Kids e Oral-ex-Kids

Choral Kids Open Lesson
Choral Kids
Venite a cantare con noi
28 Novembre 2017 h 17
Via Soave 3, Milano
Ortodonzia

Avere un bel sorriso con i denti perfettamente allineati non è un sogno irraggiungibile. Esistono diverse possibilità terapeutiche per raddrizzare denti storti e creare un corretto rapporto tra le arcate. Denti dritti, infatti, non significa solo denti belli, ma soprattutto avere una corretta masticazione. Oggi, quando guardiamo una bocca, non guardiamo solo i denti, ma anche i rapporti estetici del viso. Una corretta valutazione di una malocclusione cioè, non può prescindere da una valutazione estetica dei tessuti molli.

 

Classifichiamo come prima classe una masticazione corretta, mentre una seconda classe sarà un’occlusione caratterizzata dall’avere l’arcata superiore in avanti rispetto all’inferiore, mentre la terza classe o prognatismo consiste nella posizione avanzata dell’arcata inferiore (mandibola). Cosa si può fare per raddrizzare i denti? Come ben sapete esistono diversi apparecchi da poter utilizzare; la decisione di quale apparecchio usare è strettamente individualizzata: è infatti necessaria una corretta diagnosi che si effettua con i modelli (dopo aver preso le impronte), le foto e le radiografie della bocca e del cranio (panoramica e teleradiografia).

 

Se la dentatura è mista e siamo in crescita, con la presenza cioè di alcuni denti da latte e alcuni denti permanenti, si possono utilizzare apparecchi mobili. Questi apparecchi, detti anche“apparecchi funzionali“, sono molto importanti perché lavorano sulla crescita ossea, armonizzando le basi scheletriche, ma non raddrizzano i denti. Quando sono presenti tutti i denti permanenti e scheletricamente non vi è quasi più crescita, si utilizzano invece apparecchiature fisse, che spostano i denti. Chiamiamo apparecchi fissi gli attacchi che vengono incollati su tutti i denti.

 

Essi trasmettono la forza, rilasciata dal filo, muovendo i denti nella posizione desiderata. I moderni attacchi sono degli elementi di altissima precisione in miniatura. Oggi possiamo utilizzare apparecchi estetici, cioè dello stesso colore dei denti. Ancora più invisibile è l’apparecchiatura linguale, che significa che i denti si possono spostare tirandoli dall’interno, senza che fuori si veda assolutamente niente! Spostare i denti, anche se comporta tanta pazienza e un’igiene scrupolosissima, può diventare anche un gioco di trasparenze e di colori, a seconda dei vostri gusti.

 

La durata del trattamento dipende dall’età e dal tipo di problema di ogni paziente, però in media va dai 14 ai 24 mesi. Non esiste un’età limite, esiste, infatti, la possibilità di successo anche negli adulti. In alcuni casi più complessi, l’ortodontista allinea i denti, ma sarà necessario un intervento chirurgico per ristabilire una corretta masticazione e l’armonia facciale.

 

Quando si tolgono le apparecchiature non dobbiamo abbandonare i nostri denti a loro stessi, in quanto potrebbero tornare storti. Sarà necessario passare alla fase di “contenzione“, che vuol dire mantenere il risultato ottenuto con apparecchi mobili che, man mano che i denti si stabilizzano nella nuova posizione, non si metteranno più. I denti sani comunicano salute e simpatia, perché danno sicurezza e il sorriso diventa spontaneo. Una bella dentatura però, si ottiene solo grazie ad una corretta diagnosi, effettuata da uno specialista, che effettuerà una terapia adeguata, che permetterà di ottenere un sorriso bello e sano per tutta la vita.  

 

COME FACCIAMO DIAGNOSI IN ORTODONZIA

Una corretta diagnosi ortodontica si realizza mediante un approfondito studio del caso attraverso l’analisi delle radiografie (panoramica e teleradigrafia ed eventuali altre lastre secondo il caso clinico), dei modelli (presa delle impronte), delle fotografie (analisi dei tessuti molli). La documentazione viene studiata e vengono fatti dei calcoli mediante software dedicati che consentono una apportuna impostazione terapeutica del caso clinico.
 

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